
Marcello Dell'Utri
Marcello Dell’Utri nasce a Palermo l’11 settembre 1941, intraprende il liceo classico ed una volta conseguita la maturità decide di trasferirsi a Milano per frequentare la facoltà di giurisprudenza. In queste circostanze conosce Silvio Berlusconi ed inizia a svolgere la funzione di segretario per lui. Nel 1974 ritorna a Milano dopo che era ricomparso nella sua regione natale per questioni lavorative. Tornato a Milano riprende l’attività di segretario di Silvio occupandosi principalmente dei lavori di ristrutturazione della villa di Arcore acquistata da Silvio Berlusconi. Dell’Utri fa entrare Vittorio Mangano nella villa di Arcore affidandogli il compito di “stalliere” secondo la versione dichiaratada Berlusconi e Dell’Utri. Invece secondo il Tribunale di Palermo, il Premier avrebbe assunto Vittorio Mangano per impedire che i propri parenti fossero soggetti al sequestro di persona. Mangano è un giovane mafioso avviato verso una brillante carriere mafiosa, in seguito diventerà un importante esponente del clan di Porta Nuova a Palermo. Nel periodo in cui Mangano esercitava la funzione di “stalliere” per conto del Premier aveva già ricevuto a suo carico tre arresti ed era staro etichettato dalla magistratura come una “persona pericolosa”. Naturalmente sia Berlusconi che Dell’Utri dopo l’arresto di mangano si mostrarono stupefatti dicendo che mai avrebbero potuto pensare che lo “stalliere” della villa di Arcore potesse far parte di una associazione di criminalità organizzata. Il Tribunale di Palermo dichiara che Dell’Utri era perfettamente a conoscenza della situazione del “Mangano Mafioso” anzi, aggiungono che ha scelto proprio Mangano per la sua qualità delinquenziale. Susseguirsi delle vicende giudiziarie di Dell’Utri:
- Le indagini iniziano nel 1994, l’anno dell’entrata in politica, con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo.
- Il 9 maggio 1997 il gip di Palermo rinvia a giudizio Dell’Utri, e il processo inizia il 5 novembre dello stesso anno.
- In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.
Nel testo che motiva la sentenza si legge:
| « La pluralità dell’attività posta in essere da Dell’Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l’altro offerta l’opportunità, sempre con la mediazione di Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. » | |
Inoltre:
| « Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale. » Per chiunque volesse approfondire l’argoment può andare su questo link
|




[...] seguente Pizzotti viene chiamato dal tribunale di Torino a testimoniare contro Dell’Utri, poche ore dopo nel centro di Milano viene fermato da due napoletani che gli dicono: “Guarda [...]