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Archive for giugno 2009

Nichi Vendola

Nichi Vendola

Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, chiede e ottiene con successo le dimissioni di tutti gli assessori regionali. Vendola motiva la sua decisione utilizzando due punti principali: i nuovi risultati elettorali e la questione morale posta dietro l’inchiesta di Bari. Il presidente si dichiara interessato nello stringere nuove alleanze con Di Pietro e Casini, nessuna dichiarazione su una possibile alenza con Adriana Poli Bortone, fondatrice del movimento Io Sud.
Vendola prende la sua decisione dopo l’ipotesi della magistratura su un possibile intreccio della politica e degli affari nell’ inchiesta Barese per quanto riguarda la fornitura di servizi e prodotti sanitari alla regione. Lo stesso Vendola verra interrogato in data 6 Luglio.

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vauro110609_1La Fsni rende pubblicala la seguente nota:  «si fermeranno nei prossimi giorni per una giornata di silenzio, il 14 luglio prossimo (con blocco però dell’attività nella carta stampata il 13), per contrastare il ddl Alfano sulle intercettazioni che introduce inaccettabili divieti al diritto di informazione sulle indagini e sulle inchieste giudiziarie». La decisione è stata presa dal Consiglio Nazionale della Stampa Italiana riunito martedì a Roma, le votazioni si sono svolte in modo regolare, tutti gironalisti sono mostrati favorevoli allo sciopero anti legge bavaglio, c’è stato un solo contrario e due persone si sono astenute dal votare.

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vauro300609

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2006-12-n21-censuraDopo l’emendamento D’Alia e la legge Carlucci lo stato persiste nel voler censurare il web attraverso il DDL Lussana che il 23 giugno è passato alla seconda commissione di giustizia. La proposta prevede nuove disposizioni riguardanti la privacy su Internet, in particolare sul cosiddetto “Diritto all’oblio”.  La legge impone il divieto di divulgare sul web informazioni riguardanti condanne penali già scontate. Pesanti sanzioni saranno date a chi non rispetta l’ordinamento giudiziario.

Il disegno di legge è diviso in più punti:

 L’art. 1 recita così: Salvo che risulti il consenso scritto dell’interessato, non possono essere diffusi o mantenuti immagini e dati, anche giudiziari, che consentono, direttamente o indirettamente, l’identificazione della persona già indagata o imputata nell’ambito di un processo penale, sulle pagine internet liberamente accessibili dagli utenti o attraverso i motori di ricerca esterni al sito in cui tali immagini o dati sono contenuti. E in base alla gravità dei delitti commessi, si decide per quanto tempo la fedina penale del reo può essere consultabile su Internet.

L’art. 2 stabilisce le sanzioni in caso di inottemperanza alla legge. Se dalla denuncia dell’interessato trascorrono tre mesi senza che i dati personali riguardanti vecchi reati vengano rimossi, il Garante della Privacy può applicare nei confronti dei soggetti responsabili un’ammenda che va dai 5.000 ai 100.000 euro e disporre la rimozione dei dati personali trattati illecitamente.

L’art. 3 è una sorta di “contentino”, in quanto stabilisce una serie di tutele in cui tale legge non si può applicare, ovvero in caso di condanna all’ergastolo, di reato di terrorismo, di genocidio o di strage. Inoltre il DDL non si applica al trattamento dei dati per ragioni di giustizia da parte degli organi giudiziari, del CSM e del Ministero della Giustizia o per ragioni di ricostruzione storica e giornalistica.

L’art. 4 riconosce all’interessato il diritto al risarcimento del danno.

L’art. 5 compie delle modifiche sostanziali al decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, applicando la stringa “su Internet” alle disposizioni vigenti in materia di tutela di diritto all’oblio.

IL nuovo DDL del nostro regime è la prova evidente di come si vuole censurare il web, quasi l’unico mezzo di comunicazione che hanno i cittadini per mantenersi informati.

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«Anche dalle recenti telefonate che ho avuto con i leader mondiali, credo che si andrà verso sanzioni nei confronti dell’Iran». Lo ha comunicato Berlusconi da Napoli. Il Premier pone al vertice del G8 la questione Iraniana. Si prevedono probabili sanzioni internazionali nei confronti dell’Iran.

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La nuova legge bavaglio – I DVD di Passaparola su http://grillorama.beppegril…

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Il procuratore Marzano comunica la sua decisione di non volere convocare Silvio Berlusconi per sottoporlo ad un colloquio riguardante l’inchiesta di Bari. Motiva la sua scelta spiegando che non c’è nessuna necessità di interrogare il Premier nell’ indagine per induzione alla prostituzione e spaccio di stupefacenti che ha come protagonista l’imprenditore Barese Tarantini. Al contrario il procuratore aggiunto Marco Dinapoli si è mostrato favorevole nel sottoporre Berlusconi ad un interrogatorio.

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