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Archive for the ‘Mafia’ Category

Berlusconi e Cosentino

Berlusconi e Cosentino

Nicola Cosentino(sottosegretario all’Economia), probabile candidato del PDL alla giunta della regione Campania, è implicato in inchieste su camorra e rifiuti.

La procura di Napoli ha chiesto l’arresto di Nicola Cosentino. Cosentino è accusato di concorso ad associazione camorristica, nonostante questa pesante  accusa punta alla presidenza della regione Campania. Le accuse provengono da ben cinque pentiti della camorra.

Gaetano Vassallo, imprenditore camorrista, accusa  Cosentino di controllare  l’affare dei rifiuti gestito dai casalesi  tramite il consorzio Eco4.

Carmine Schiavone, cugino di Sandokan(Francesco Schiavone), afferma che Cosentino è in collaborazione con il clan dei casalesi dal 1982.

Questa notizia, non ha portato nessun scalpore ne in Campania ne in Italia. Colpa anche dei mezzi di informazione che non hanno evidenziato un problema talmente evidente. Avete la minima idea di cosa significhi dare la giunta della regione Campania ad un camorrista?

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Chi di noi non ha sentito parlare delle Brigate Rosse?

In televisione se ne è sempre parlato, basti pensare che qualche hanno fa il gruppo Mediaset dedicò addirittura una fiction, a questi terroristi. Non ci sarebbe niente di sbagliato in tutto questo, se non fosse per il fatto che il nostro regime sfrutta questa situazione per far accrescere il suo consenso popolare. Questo si deduce dal fatto che i giornalisti di Berlusconi scrivono solo degli atti di violenza commessi dai terroristi di sinistra, oltre a parlare del terrorismo delle B.R. dovrebbero informare i lettori anche per quanto riguarda i vari atti di oppressione che Berlusconi ha effettuato nell’arco della sua vita. Recentemente, abbiamo avuto un evidente esempio:

Matteo Mezzadri, giovane promessa del PD modenese, ha pubblicato sul suo profilo facebook questo messaggio: <<Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?>>. Certamente questo non è un comportamento corretto, infatti Mazzadri ha dovuto dimettersi. Comunque, si può comprendere che il caposezione del PD non andava veramente alla ricerca di un assassino per far uccidere il Presidente Del Consiglio, ha fatto una battuta molto stupida e di cattivo gusto che avrebbe potuto evitare di fare. Il Giornale di Feltri ha intitolato l’atricolo: “Quelli che vogliono uccidere Berlusconi”. Perché non parliamo

ultimora20091022

di quelli che hanno rischiato realmente di rimetterci le penne?

Nel 1994 Edoardo Pizzotti, dirigente Publitalia, viene licenziato in tronco perché no vuole coprire le false fatture di Dell’Utri. Dopo essere stato licenziato, Publitalia continua a perseguitarlo con telefonate minatorie che dai tabulati si vede chiaramente che provengono dalla sede di Publitalia.L’anno seguente Pizzotti viene chiamato dal tribunale di Torino a testimoniare contro Dell’Utri, poche ore dopo nel centro di Milano viene fermato da due napoletani che gli dicono: “Guarda che ti facciamo scoppiare la testa”.

Nel Luglio 1995 Stefania Ariosto trasmette informazioni a Ilda Bocassini per quanto riguarda i giudici comprati da Previti con i soldi di Berlusconi. La notizia rimane segreta per 7 mesi. La vigilia di Natale Stefania Ariosto riceve un pacco con un coniglio sgozzato pieno di sangue, accanto al coniglio c’era un biglietto di auguri di Natale.

 

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Recentemente anche il The Independent, ha descritto una relazione molto probabile tra Berlusconi e la mafia. Le indagini dei pm Siciliani Nino Di Matteo e Antonio Ingoria hanno reso possibile il recupero di un vecchio foglio A4 con su scritto un messaggio intimidatorio indirizzato al Capo Del Governo, da come si può leggere dal documento: <<All’ onorevole Berlusconi>>. Il messaggio indirizzato al Premier riguarderebbe una minaccia in cui Cosa Nostra predente da Mediaset una frequenza televisiva per poter trasmettere le loro pubblicità regresso-progresso, spot che avrebbero avuto lo scopo di diffamere i magistrati anti mafia e i pentiti. Questa tesi viene molto accreditata all’estero visto i precedenti mafiosi di Berlusconi: ricordiamo Mangano, mafioso che il Premier ospitò per più di due anni nella sua Villa Di Arcore.

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Marcello Dell'Utri

Marcello Dell’Utri nasce a Palermo l’11 settembre 1941, intraprende il liceo classico ed una volta conseguita la maturità decide di trasferirsi a Milano per frequentare la facoltà di giurisprudenza. In queste circostanze conosce Silvio Berlusconi ed inizia a svolgere la funzione di segretario per lui. Nel 1974 ritorna a Milano dopo che era ricomparso nella sua regione natale per questioni lavorative. Tornato a Milano riprende l’attività di segretario di Silvio occupandosi principalmente dei lavori di ristrutturazione della villa di Arcore acquistata da Silvio Berlusconi. Dell’Utri fa entrare Vittorio Mangano nella villa di Arcore affidandogli il compito di “stalliere” secondo la versione dichiaratada Berlusconi e Dell’Utri. Invece secondo il Tribunale di Palermo, il Premier avrebbe assunto Vittorio Mangano per impedire che  i propri parenti fossero soggetti al sequestro di persona. Mangano è un giovane mafioso avviato verso una brillante carriere mafiosa, in seguito diventerà un importante esponente del clan di Porta Nuova a Palermo. Nel periodo in cui Mangano esercitava la funzione di “stalliere” per conto del Premier aveva già ricevuto a suo carico tre arresti ed era staro etichettato dalla magistratura come una “persona pericolosa”. Naturalmente sia Berlusconi che Dell’Utri dopo l’arresto di mangano si mostrarono stupefatti dicendo che mai avrebbero potuto pensare che lo “stalliere” della villa di Arcore potesse far parte di una associazione di criminalità organizzata. Il Tribunale di Palermo dichiara che  Dell’Utri era perfettamente a conoscenza della situazione del “Mangano Mafioso” anzi, aggiungono che ha scelto proprio Mangano per la sua qualità  delinquenziale. Susseguirsi delle vicende giudiziarie di Dell’Utri:

  • Le indagini iniziano nel 1994, l’anno dell’entrata in politica, con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo.
  • Il 9 maggio 1997 il gip di Palermo rinvia a giudizio Dell’Utri, e il processo inizia il 5 novembre dello stesso anno.
  • In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.

Nel testo che motiva la sentenza si legge:

  « La pluralità dell’attività posta in essere da Dell’Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l’altro offerta l’opportunità, sempre con la mediazione di Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici.  »
   

Inoltre:

  « Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale. »
  

Per chiunque volesse approfondire l’argoment può andare su questo link

 

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