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Posts Tagged ‘pdl’

 

Traffico di droga

Nel 1983 la Guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di Berlusconi. Nel rapporto si legge: «È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo…». L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.

Falsa testimonianza sulla P2

La prima condanna di Silvio Berlusconi da parte di un tribunale arriva nel 1990: la Corte d’appello di Venezia lo dichiara colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Nel settembre 1988, infatti, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi aveva dichiarato al giudice:”Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo”. Per questa dichiarazione Berlusconi viene processato per falsa testimonianza. Il dibattimento si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per l’intervenuta amnistia del 1989.

Tangenti alla Guardia di finanza

Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società (Mondadori, Mediolanum, Videotime, Telepiù). In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l’assoluzione è concessa con formula dubitativa (comma 2 art. 530 cpp). La Cassazione, nell’ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l’insufficienza di prove.

link: LEGGI TUTTI GLI ALTRI PROCESSI DI BERLUSCONI SU: WWW.SOCIETACIVILE.IT

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Chi di noi non ha sentito parlare delle Brigate Rosse?

In televisione se ne è sempre parlato, basti pensare che qualche hanno fa il gruppo Mediaset dedicò addirittura una fiction, a questi terroristi. Non ci sarebbe niente di sbagliato in tutto questo, se non fosse per il fatto che il nostro regime sfrutta questa situazione per far accrescere il suo consenso popolare. Questo si deduce dal fatto che i giornalisti di Berlusconi scrivono solo degli atti di violenza commessi dai terroristi di sinistra, oltre a parlare del terrorismo delle B.R. dovrebbero informare i lettori anche per quanto riguarda i vari atti di oppressione che Berlusconi ha effettuato nell’arco della sua vita. Recentemente, abbiamo avuto un evidente esempio:

Matteo Mezzadri, giovane promessa del PD modenese, ha pubblicato sul suo profilo facebook questo messaggio: <<Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?>>. Certamente questo non è un comportamento corretto, infatti Mazzadri ha dovuto dimettersi. Comunque, si può comprendere che il caposezione del PD non andava veramente alla ricerca di un assassino per far uccidere il Presidente Del Consiglio, ha fatto una battuta molto stupida e di cattivo gusto che avrebbe potuto evitare di fare. Il Giornale di Feltri ha intitolato l’atricolo: “Quelli che vogliono uccidere Berlusconi”. Perché non parliamo

ultimora20091022

di quelli che hanno rischiato realmente di rimetterci le penne?

Nel 1994 Edoardo Pizzotti, dirigente Publitalia, viene licenziato in tronco perché no vuole coprire le false fatture di Dell’Utri. Dopo essere stato licenziato, Publitalia continua a perseguitarlo con telefonate minatorie che dai tabulati si vede chiaramente che provengono dalla sede di Publitalia.L’anno seguente Pizzotti viene chiamato dal tribunale di Torino a testimoniare contro Dell’Utri, poche ore dopo nel centro di Milano viene fermato da due napoletani che gli dicono: “Guarda che ti facciamo scoppiare la testa”.

Nel Luglio 1995 Stefania Ariosto trasmette informazioni a Ilda Bocassini per quanto riguarda i giudici comprati da Previti con i soldi di Berlusconi. La notizia rimane segreta per 7 mesi. La vigilia di Natale Stefania Ariosto riceve un pacco con un coniglio sgozzato pieno di sangue, accanto al coniglio c’era un biglietto di auguri di Natale.

 

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giannelli

Giannelli

Sono circa trenta le ragazze reclutate da Tarantini alle feste di Silvio Berlusconi. Le ragazze avevano un unico scopo, quello di allietare i piaceri sessuali del Presidente del Consiglio. Questi servizi venivano ben compensati, circa 1.000€ per chi andava a letto con il Papi, per le altre c’era solo un rimborso delle spese. Tra le giovani che partecipavano ai festini erano presenti anche nuovi volti della televisione italiana, “CASUALMENTE VOLTI MEDIASET”, come Carolina Marconi del Grande Fratello. Le notizie, ben precise, ci giungono dall’ imprenditore-pappone Tarantini. Tarantini durante un interrogatorio delle fiamme gialle tenuto il 29 luglio in gran segreto presso la caserma di Bari. 

Alla fine dell’interrogatorio, Tarantini parla del suo legame con il premier: “Io ho voluto conoscerlo e a tal fine mi sono sottoposto a spese notevoli per entrare in confidenza con lui e sapendo del suo interesse verso il genere femminile non ho fatto altro che accompagnare da lui ragazze che presentavo come mie amiche, tacendogli che a volte le retribuivo. Ho solo chiesto di presentarmi il responsabile della Protezione Civile, il dottor Guido Bertolaso, in quanto che volevo che Enrico Intini, mio amico con il quale avevo stipulato un contratto di collaborazione, potesse esporre allo stesso Bertolaso le competenze del suo gruppo industriale nella prospettiva di poter lavorare con la protezione civile“. Bertolaso, dice Tarantini, li inviò in Finmeccanica a incontrare un tal dottor Lunanuova, senza però concludere nulla. E poi chiude:”Voglio infine precisare che il ricorso alle prostitute e alla cocaina si inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nel settore della Pubblica Amministrazione, perché ho pensato in questi anni che le ragazze e la cocaina fossero una chiave di accesso per il successo nella società“.

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Conflitto Interno

E’ risaputa la grande abilita di Berlusconi nel nascondere i problemi di “casa sua”. Impresa facile da realizzare visto che il Tappone possiede tutti, o quasi, i mezzi di informazione presenti in Italia. Ed anche i pochi giornali che non sono in suo possesso da soli non riescono a colmare la grossa lacuna della stampa italiana.

Questa volta lo scheletro da nascondere, non riguarda le solite puttane da parlamento. Il problema da arginare è il Presidente Della Camera, che sta tentando di prendere la giusta distanza dal Papi e dalla Lega, puntando ad una possibile alleanza con UDC. Berlusconi continua imperterrito a dichiara uno stato di benessere all’interno del PDL. Al contrario Fini smentisce il cavaliere portando a testa alta la sua idea di prendere giusta distanza dalla Lega.

Non siete curiosi di vedere quello che si inventerà questa volta Feltri????

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Berlusconi

Berlusconi

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.»

Ciò che vi ho riportato sono le prime righe  dell’ articolo 21 della nostra Costituzione il quale è probabilmente ignorato dal nostro Premier; infatti l’onorevole Silvio Berlusconi pochi giorni fa ha querelato la Repubblica per avergli posto alcune domande a suo giudizio  diffamatorie. I suoi avvocati hanno richiesto un milione di euro a Repubblica per questa “grave mancanza di sottomissione” al Cavaliere. La domanda che porrei al Presidente del Consiglio è se a suo parere i mass-media italiani debbano essere tutti a suo servizio come  quelli su cui  ha già il pieno controllo tra i quali “IL GIORNALE” e “MEDIASET”.  Naturalmente non sono mancate le critiche della sinistra in particolare degli onorevoli Bersani,  Franceschini e Bindy. Io,però, mi soffermerei più  sulle critiche estere; infatti da alcuni anni a questa parte le malefatte del Governo italiano riempiono i giornali di tutto il mondo, ma non  quelli del nostro Paese. Per questo motivo sono “orgoglioso di informarvi” che siamo stati classificati agli ultimi posti a livello mondiale per la Libertà di stampa e io aggiungerei anche per la Democrazia in generale.

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Mariano Crociata

Mariano Crociata

Finalmente la Chiesa Cattolica ha espresso un proprio giudizio, che non poteva essere positivo, in riguardo alle relazioni tra berluscono e escort. Questo dissenso tra Chiesa e Berlusconi è nato con l’approvazione della legge sulla sicurezza. Ricordiamo che il PDL e un partito cattolico e dunque almeno il suo Leader dovrebbe seguire le leggi morali imposte dalla Chiesa, come non avere rapporti con escort , soprattutto minorenni. Crociata, leader della Cei ( centro episcopale italiana) ha detto che “assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo”e ha accusato Berlusconi di “libertinaggio gaio e irresponsabile”, un’ altro punto, a mio parere fondamentale, del discorso è stato Crociata quando ha affermato che il discorso tra Premier ed escort non è un affare privato perché tra le donne con cui il Premier ha avuto un rapporto ci sono state anche minorenni. Appare dunque evidente la rottura tra Chiesa e PDL.

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Recentemente anche il The Independent, ha descritto una relazione molto probabile tra Berlusconi e la mafia. Le indagini dei pm Siciliani Nino Di Matteo e Antonio Ingoria hanno reso possibile il recupero di un vecchio foglio A4 con su scritto un messaggio intimidatorio indirizzato al Capo Del Governo, da come si può leggere dal documento: <<All’ onorevole Berlusconi>>. Il messaggio indirizzato al Premier riguarderebbe una minaccia in cui Cosa Nostra predente da Mediaset una frequenza televisiva per poter trasmettere le loro pubblicità regresso-progresso, spot che avrebbero avuto lo scopo di diffamere i magistrati anti mafia e i pentiti. Questa tesi viene molto accreditata all’estero visto i precedenti mafiosi di Berlusconi: ricordiamo Mangano, mafioso che il Premier ospitò per più di due anni nella sua Villa Di Arcore.

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